sabato, Luglio 18, 2020

CORTE DEI CONTI-Palazzo della Provincia: tutti gli immobili confluiti nel ‘fondo Upside’…..

Dal 1 gennaio 2021 potrebbero essere messi all’asta. Avvisati della conclusione dell’inchiesta Zingaretti.

da ROMA / CRONACA

del 18 luglio 2020 | 08:01

di  Ilaria Sacchettoni

 Un palazzo ai numeri civici 20-24 di in via dei Prefetti. Un altro in via Cavour 226. Diverse palazzine in via Trionfale. Un immobile in via Antonio Musa, nei pressi di villa Torlonia. Un appartamento sull’Appia, un altro in via Eugenio Di Mattei nella Roma nord. Si tratta dei fabbricati confluiti nel fondo Upside costituito a garanzia dell’acquisto del palazzo della provincia di Luca Parnasi, il costruttore a processo per corruzione (vicenda relativa alla costruzione dello stadio di Tor di Valle). Fabbricati che, nei prossimi mesi, potrebbero essere messi all’asta dalle banche, titolari del debito milionario rappresentato dalla gestione del fondo. Quest’ultimo è in scadenza (il 31 dicembre 2020) e dal 1 gennaio 2021 potrebbe scattare una decisione in merito agli immobili in questione.

Altri fabbricati di grande pregio sono stati già venduti per pagare gli oneri di costituzione del fondo a garanzia dell’acquisto del palazzo di Parnasi. È il retroscena dell’affare ricostruito nell’invito a dedurre, notificato dai finanzieri del nucleo di tutela spesa pubblica del gruppo di polizia economico finanziario, a trentasette persone fra le quali il segretario Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti e la sindaca Virginia Raggi. «Sin dalla sua costituzione il Fondo ha sofferto una forte crisi di liquidità per gli ingenti oneri gestionali e finanziari sostenuti che ha costretto la Provincia ad una continua ricapitalizzazione mediante plurimi acquisti di quote per evitarne il default tecnico» si legge nel documento a firma del pm contabile Massimo Lasalvia. 

Tra gli immobili venduti, per stare al passo con le spese derivanti dalla gestione del fondo, le due caserme dei carabinieri, quella di piazza del Popolo e l’altra (monumentale a sua volta) di piazza San Lorenzo in Lucina. Ma anche un complesso in via di Villa Pamphili 84-100, un immobile in via delle Tre Cannelle e altri in piazza Belli e via Luisa di Savoia a un passo dal Tridente. Il danno erariale contestato per la vicenda è di circa 90 milioni di euro. Ciascuno per la propria parte è chiamato a risarcire la somma. Tra gli indagati ci sono anche il deputato europeo (Pd) Massimiliano Smeriglio, la deputata Pd Patrizia Prestipino, il consigliere grillino Giuliano Pacetti, la vice presidente pro tempore Cecilia D’Elia.

Sull’ affaire è in corso un’inchiesta penale della pm Laura Condemi. I reati ipotizzati dagli investigatori sono la frode fiscale, la truffa e l’abuso d’ufficio. Secondo gli investigatori sarebbero state emesse fatture per operazioni inesistenti e alcuni pubblici ufficiali potrebbero avere agevolato il gruppo Parnasi in un’epoca di forte indebitamento con le banche.

18 luglio 2020 | 08:01

Condividi su: