sabato, Aprile 18, 2020

Nomine, scoppia caso: Eni, Enel e Leonardo in orbita M5S.Il centrodestra: grave forzatura….

                                                                         GRANDI PARTECIPATE PUBBLICHE

I rinnovi delle cariche. Entro lunedì le liste dei candidati per il rinnovo dei vertici dei grandi gruppi pubblici. Per gli equilibri di governo M5S ottiene di indicare i presidenti di Eni, Enel e Leonardo.

da Corriere.it ECONOMIA del 18 aprile 2020

di Andrea Ducci

Il 20 aprile le liste dei candidati per i vertici delle partecipate

Per il puzzle definitivo occorrerà aspettare fino a lunedì. Il 20 aprile è infatti il termine per depositare le liste con i nomi dei candidati per il rinnovo dei vertici delle grandi partecipate pubbliche, in attesa degli ultimi conciliaboli tra le forze di maggioranza sembra avere prevalso la linea caldeggiata dal M5S.

L’accordo sui posti chiave sarebbe ormai chiuso, le ragioni del sottosegretario Riccardo Fraccaro e di Luigi Di Maio hanno avuto la meglio sull’orientamento del Pd e di Italia Viva, che spingevano per una riconferma in blocco di tutti i principali amministratori.

Un’eventualità che avrebbe tagliato fuori il M5S dalla possibilità di indicare dei manager di riferimento alla guida di aziende come Eni, Enel, Poste, Leonardo, Terna, Enav e Mps.

Vale ricordare che i vertici uscenti delle partecipate pubbliche sono stati tutti nominati durante la stagione che ha visto Matteo Renzi a Palazzo Chigi e alla guida del Pd. Ragione per cui ogni riconferma è destinata a risultare ascrivibile all’ex premier o al partito guidato da Nicola Zingaretti. Quanto basta per spingere il M5S a rivendicare, in nome del cambiamento e non di una lottizzazione, tutto il proprio peso all’interno della coalizione di governo.

Il meccanismo per procedere alle nomine

Tra mille sospetti e inevitabili frizioni la riunione di maggioranza di ieri sera ha suggellato il meccanismo per procedere, evitando pericolosi scossoni all’esecutivo. Gli amministratori delegati di Eni, Enel, Poste e Leonardo verrebbero confermati, mentre alla guida di Terna, Enav e Mps (quest’ultima è ormai sotto il controllo del Tesoro) arriverebbero dei manager graditi al M5S. La discussione tra il premier Conte, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e i vari emissari delegati a trattare, Franceschini per il Pd, Fraccaro per il M5S, Boschi per conto di Renzi e Speranza per LeU, sarebbe approdata inoltre su un’intesa per procedere alla sostituzione dei presidenti di Eni, Enel e Leonardo, assecondando anche in questo caso la nomina di amministratori da ricondurre al M5S.

Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia denunciano la «grave forzatura»

Un primo blocco di caselle, comprese le presidenze di Terna (Valentina Bosetti), Enav (Francesca Isgrò) e Mps (Patrizia Grieco) è stato dunque definito, sebbene il braccio di ferro sia destinato a proseguire per la spartizione dei consiglieri di amministrazione. Oltre alle tensioni interne al governo a montare è la protesta dell’opposizione che attacca e in una nota, condivisa dai leader di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, denuncia la «grave forzatura» di avere proceduto alle nomine, malgrado fosse stato chiesto il rinnovo automatico degli amministratori stante l’emergenza del coronavirus. Le prossime ore saranno necessarie a dettagliare le liste ma, soprattutto, in base all’esito definitivo degli elenchi emergerà in quale misura le varie forze politiche sono riuscite a imporsi o meno.

La «partita nomine» banco di prova per M5S

Osservatori e commentatori valutano la «partita nomine» un tradizionale banco di prova per testare il peso di una forza politica e la capacità di imporre manager di riferimento in settori chiavi dell’economia. La partecipazione al tavolo delle trattative per la scelta dei vertici delle aziende controllate dallo Stato è per il M5S una prima assoluta, se le prossime ore dovessero confermare che sei nomine pesanti in aziende come Eni, Enel, Leonardo, Terna, Mps sono da ricondurre al Movimento fondato da Beppe Grillo si configurerebbe un nuovo equilibrio nella mappa del potere delle aziende pubbliche.

La conferma, per esempio, di Claudio Descalzi per il ruolo di amministratore delegato di Eni coinciderebbe con l’arrivo alla presidenza di Lucia Calvosa, professoressa di diritto commerciale con un curriculum in cui figura un mandato da consigliere di amministrazione nella società che edita il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio. Dal Movimento tengono, del resto, a fare sapere che senza l’avallo di Fraccaro e Di Maio la scelta di Luciano Carta (attuale direttore dell’Aise, Agenzia informazioni e sicurezza esterna) per la presidenza di Leonardo non sarebbe passata. Non resta che attendere il fine settimana per assegnare tutti posti fino all’ultimo casella.

M5S, chi sono i nuovi «nominati»: Stefano Donnarumma

L’obiettivo era assicurarsi alcuni posti chiave a capo delle aziende pubbliche. Un debutto per il M5S per la prima volta alle prese con la gestione di un pacchetto di nomine così corposo (oltre quaranta) e con la difficoltà di presentarsi all’appuntamento con nomi e profili di manager spendibili. Un nome circolato fin dalla prima ora è quello di Stefano Donnarumma, scelto dal Movimento per la guida di Terna dopo avere dimostrato di sapersela cavare al vertice di Acea, la municipalizzata che fa capo al Comune di Roma di Virginia Raggi.

Paolo Simioni da Atac a Enav?

A provenire dalla palestra dell’esperienza in Campidoglio targata Movimento Cinque Stelle è anche Paolo Simioni, presidente di Atac (l’azienda dei trasporti capitolini) con un passato da amministratore delegato all’aeroporto di Venezia. Un precedente che ne ha fatto il candidato del Movimento per il ruolo di amministratore delegato di Enav (la società pubblica che gestisce il traffico aereo civile).

 

 

 

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