lunedì, Marzo 22, 2021

Nonna Caterina: «Ho 98 anni, ma per me ancora niente vaccino»

                                                                                                                                        ROMA/CRONACA

L’anziana, impossibilitata a muoversi a causa di una frattura vertebrale, avrebbe diritto all’inoculazione a domicilio. I familiari hanno contattato il numero verde della Regione Lazio, ma dopo tre settimane non hanno ancora ottenuto un appuntamento…………….

di Maria Egizia Fiaschetti

Ha compiuto da poco 98 anni nonna Caterina Monticelli, che a causa di una frattura vertebrale e altre patologie associate all’età non può spostarsi dal suo appartamento alla Balduina. Peccato che da quando ha spento le candeline il suo desiderio, ricevere il vaccino anti Covid, non sia ancora stato esaudito.

Limitata nei movimenti, ma lucidissima, continua a incalzare i propri cari: «Quando mi vaccinano? Voi, che siete più giovani, avete già ricevuto la prima dose, io quanto dovrò aspettare ancora?». A rattristarla è la lontananza dal nipotino di due anni e mezzo che rallegrerebbe le sue giornate diventate sempre più solitarie a causa della Pandemia. «Tre settimane fa mia moglie ha chiamato il numero verde della Regione dedicato alle inoculazioni a domicilio per i soggetti fragili racconta il genero, Renato Marrese, medico in pensione – . Hanno preso nota, ma non si è più fatto vivo nessuno».

I parenti non si arrendono e, 15 giorni dopo, ricontattano il Call Center nella speranza di ottenere un appuntamento: «Ci hanno detto che non dovevamo rivolgerci a loro, ma al quattordicesimo distretto della Asl. Mi sono messo a cercare su internet il signor Marrese ricostruisce la trafila e ho trovato una serie di ambulatori senza alcuna attinenza, tra cui quello Psichiatrico del Santa Maria della Pietà. Mi hanno risposto seccati di non sapere nulla».

Pur consapevoli delle difficoltà di organizzare la vaccinazione a domicilio, che si somma ai problemi di approvvigionamento delle dosi e al recupero dello stop dovuto ai controlli di sicurezza sul siero di AstraZeneca, i familiari vorrebbero quantomeno delle indicazioni: «A creare fastidio non è l’attesa, ma l’incertezza. Mia suocera sente in tv che si sta procedendo con le vaccinazioni e temo possa pensare che di lei non ci importi granché: una situazione di fronte alla quale mi sento impotente. So che prima o poi ci lascerà, è nell’ordine naturale delle cose, ma vorrei che non fosse il Covid a portarcela via, con le modalità traumatiche e disumane che purtroppo abbiamo conosciuto in questi mesi».

22 marzo 2021 | 07:33

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