giovedì, Maggio 14, 2020

Roma, il killer suona a casa e spara delitto passionale a Ciampino

Fermata una guardia giurata per la tragica fine di Alessandro Borrelli, 24 anni, ucciso nella sua abitazione in via Cagliari. In prognosi riservata il suo amico Stefano I., che però prima di perdere i sensi ha detto ai carabinieri chi aveva premuto il grilletto.

da di Rinaldo Frignani

Con un filo di voce ha detto ai primi soccorritori chi era stato a sparare almeno una decina di colpi di pistola contro di lui e il suo amico. Poi Stefano I., 35 anni, romano, ha perso i sensi e si è accasciato sul prato che circonda una palazzina in via Cagliari 1, a Ciampino. Un edificio di edilizia popolaretristemente noto dal 5 aprile scorso perché proprio nello stabile Antonio Corona, un operaio di 48 anni, ha ucciso a coltellate il fratello maggiore Sergio dopo averlo accusato di averlo svegliato facendo rumore mentre preparava la macchinetta del caffè. Un movente assurdo per il primo delitto nell’era del lockdown per l’emergenza coronavirus.

Ieri pomeriggio, poco dopo le 18.30, altro delitto sempre nello stesso palazzo: Alessandro Borrelli, 34 anni, è stato freddato nel suo appartamento al pianterreno, con affaccio proprio su quel giardinetto dove Stefano I. è riuscito a fuggire per evitare di fare la stessa fine. Un omicidio a sfondo passionale è l’ipotesi principale seguita da chi indaga, anche se non vengono escluse altre piste. Potrebbero esserci altre persone coinvolte. Terrore comunque nel complesso di casa popolari, dove i colpi di pistola sono risuonati all’improvviso.


                                                   La vittima, Alessandro Borrelli (foto Proto/Barsoum)

Rimane comunque il fatto che ieri pomeriggio un uomo, in serata identificato e rintracciato nella sua abitazione, quindi portato in caserma per essere interrogato dai carabinieri del Nucleo investigativo di FrascatiCi sono forti sospetti. Sarebbe stato lui, una guardia giurata, a presentarsi nel pomeriggio sul pianerottolo dell’appartamento di via Cagliari. Pistola in pugno, accecato dalla rabbia per qualcosa che era successo e che chi indaga sta accertando, ha fatto fuoco non appena uno dei due giovani gli ha aperto la porta.

L’altro ha fatto in tempo a fuggire, ma è stato subito raggiunto e abbattuto. Solo che non è morto, mentre forse il killer pensava di aver giustiziato anche lui oppure non lo ha finito per il semplice fatto che aveva svuotato tutto il caricatore. 

Così all’arrivo dei primi soccorritori, e del medico di un’ambulanza dell’Ares 118, e poi dei carabinieri della tenenza di Ciampino e della compagnia di Castel Gandolfo, era ancora vivoCon la forza della disperazione è riuscito a dire chi era stato a premere il grilletto.

Il resto lo hanno fatto gli accertamenti dei carabinieri, coordinati dalla procura di Velletri, anche con alcuni filmati delle telecamere di sorveglianza che si trovano su via Cagliari e nelle vicinanze.

In poche ore i militari dell’Arma hanno ricostruito quello che è probabilmente accaduto, fino ad andare a prendere il presunto assassino. Ma le indagini proseguono per capire i contorni della vicenda che è apparsa intricata fin dalle prime battute. Il sospettato è stato sentito fino a notte fonda per chiarire cosa sia accaduto e quali rapporti avesse con i due giovani sorpresi in casa.

14 maggio 2020 | 07:52

Condividi su: