mercoledì, Ottobre 21, 2020

Scuola-Roma, «Il ministero faccia lavorare i prof in isolamento fiduciario»

Quindici insegnanti in isolamento su sessanta al Visconti. Appello della preside: non sono positivi, li si autorizzi a insegnare da casa

  • da ROMA / CRONACA

di Erica Dellapasqua

Con 15 insegnanti in isolamento su 60, la didattica a distanza diventa una necessità e non più una scelta: accade al Visconti, con la preside, Rita Pappalardo, che lancia un appello: «Speriamo che il ministero autorizzi presto questi professori, che non sono positivi, a riprendere le lezioni almeno da casa».

Allo storico liceo classico di piazza del Collegio Romano (ieri chiuso per disinfestazione, con la conseguenza che sono state annullate tutte le lezioni in presenza e a distanza) erano arrivati i banchi monoposto e anche tutti gli insegnanti, una situazione quindi «fortunata» rispetto a molte altre scuole di Roma. La nuova preside, succeduta a Clara Rech, era così riuscita a organizzare la didattica soprattutto dal vivo, in presenza, con sole sei classi a distanza, a rotazione, una volta al mese. Tutto questo prima dei casi positivi tra gli alunni, cinque in altrettante classi, che di fatto hanno stravolto tutta l’organizzazione che pure stava funzionando.

La nuova dirigente Pappalardo non ha negato le difficoltà fin dalla prima mail inviata ai genitori per avvisarli di ciò che li avrebbe aspettati: «A causa della messa in quarantena, da parte della Asl, di numerosi docenti delle sezioni A ed F, nei prossimi giorni non sarà possibile assicurare il regolare svolgimento delle lezioni in questi corsi». Una situazione che ancora non è per nulla risolta, anzi.

«Al momento abbiamo tre classi in isolamento fiduciario racconta la presidee gli insegnanti in isolamento sono 15: la situazione è in evoluzione, qualcuno è in isolamento fiduciario e qualcuno attende il provvedimento di quarantena: in questo limbo non potevamo fare altro che appoggiarci sulla didattica a distanza».

Se non si fossero verificati questi casi, la didattica sarebbe stata in gran parte in presenza: «Noi avevamo acquistato dei monoposto autonomamente, poi sono arrivati anche quelli delle istituzioni e aggiungendo alcuni banchi biposto utilizzati da un solo alunno eravamo riusciti a contenere a scuola quasi tutti», continua la preside, che finalmente aveva anche ricevuto tutto l’organicole ultime quattro unità proprio pochi giorni fa dall’ufficio scolastico regionale. Non c’era, al Visconti, neppure un caso relativo ai trasporti: «L’utenza è vicinaspiega la dirigente -, si sposta con mezzi propri, coi due ingressi alle 8 e alle 9 non c’erano disagi».

Fatto sta che, al momento, i problemi riferiti alla scuola di cui si dibatte nel governogli orari scaglionati e l’incremento della Dad al Visconti sono già una realtà e non per scelta del liceo: «È cosìammette la preside -, purtroppo la situazione dei docenti non positivi in isolamento resta una zona grigia che spero venga affrontata al più presto: il decreto Cura Italia paragona ancora questo status a quello di un ricovero ospedaliero, mentre sarebbe auspicabile permettere a questi docenti di proseguire la didattica almeno da casa». Così, invece, c’è chi accetta e chi no, mentre i corsi a distanza sono ormai sei (sezioni A, D, E, F e due classi della C).

21 ottobre 2020 | 08:43

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