giovedì, Ottobre 15, 2020

Mps, condanna a sei anni per Viola e Profumo

Arriva una sentenza di condanna, in primo grado, per l’ex amministratore delegato e l’ex presidente della banca senese, che sono stati sanzionati con una multa di 2,5 milioni a testa e condannati alle pene accessorie di rito: 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e 2 anni di interdizione dagli uffici direttivi di imprese. Privatizzazione più lontana.

da del 15/10/2020 17:23

di Luca Gualtieri

Arriva una sentenza di condanna, in primo grado, a sei anni di reclusione a Milano per Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, rispettivamente ex presidente ed ex ad di Mps, il cui titolo è in rosso del 3,17%. Il procedimento riguarda la parte dell’inchiesta relativa alle passate contabilizzazioni di crediti e di derivati di credito della banca senese.

L’accusa nei confronti dei due banchieriProfumo ricopre oggi la carica di amministratore delegato di Leonardo, il cui titolo sta perdendo il 4%, mentre Viola dallo scorso 7 luglio non è più ad di Depobank è di non avere contabilizzato correttamente miliardi di crediti erogati da Mps, così da rendere non corretti i documenti informativi con cui in quegli anni la banca chiedeva altri miliardi agli azionisti in aumento di capitale.

Le imputazioni a loro carico riguardavano presunte irregolarità nella contabilizzazione a bilancio di 5 miliardi di derivati legati alle operazioni effettuate da Rocca Salimbeni con listituto tedesco Deutsche Bank e la Banca giapponese Nomura sui derivati denominati Alexandria e Santorini. Prodotti che tra il 2012 e il primo semestre 2015 sarebbero stati falsamente rappresentati a bilancio come operazioni in titoli di Stato attraverso una contabilizzazione a saldi aperti. Operazione questa che, come aveva sottolineato il pm di Milano Stefano Civardi nella sua requisitoria, “non era corretta ma di certo non era diretta a ingannare soci e mercati”. Una ricostruzione, quella della pubblica accusa, che in questo caso è analoga alla linea della difesa.

E’ stata, invece, dichiarata la prescrizione per le false comunicazioni sociali che risalgono all’anno 2012. Profumo e Viola sono anche stati condannati alle pene accessorie di rito: 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e 2 anni di interdizione dagli uffici direttivi di imprese. Per loro è anche scattata una sanzione pecuniaria pari a 2,5 milioni di euro ciascuno. Anche Mps, finita sul banco degli imputati per responsabilità amministrativa di società per reati commessi da propri dirigenti, è stata condannata al pagamento di una sanzione da 800mila euro.

Attesa da tempo, la sentenza potrebbe avere un impatto anche sulla strategia di Mps e del suo azionista (il Tesoro, oggi socio di maggioranza al 68%). Gli accordi presi nel 2017 con la Commissione Europea prevedevano infatti che lo Stato uscisse dal capitale entro la fine del 2021, riconsegnando la banca al mercato.

Oggi però proprio il contenzioso legale rappresenta uno degli ostacoli più consistenti alla privatizzazione. Sul Monte gravano infatti rischi legali per circa 10 miliardi; non solo quelli relativi al procedimento a carico di Viola e Profumo, ma da ultimo anche la richiesta danni da 3,8 miliardi presentata in estate dalla Fondazione Mps.

 

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