giovedì, Aprile 23, 2020

Collocato all’estero più del 75% dei Btp emessi ieri…..

Ben 110 miliardi di richiesta a fronte di 16 mld offerti. Il 76% del quinquennale e l’81% del btp a 30 anni sono stati richiesti da investitori esteri, britannici in primis. Banca Imi, Bank of America, Deutsche bank, Jp Morgan, Nomura e SocGen i leader del sindacato.

da MF-Milano Finanza del 22/04/2020 19:25

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato i dettagli dell’emissione tramite sindacato di un nuovo benchmark BTP a 5 anni e della riapertura del BTP benchmark a 30 anni, per complessivi 16 miliardi. Il collocamento è stato effettuato tramite la costituzione di un sindacato composto da Banca IMI, Bank of America Securities Europe., Deutsche Bank, JP Morgan Securities, Nomura Int e Société Générale Inv. Banking che hanno partecipato in veste di lead manager, mentre tutti gli altri Specialisti in titoli di Stato hanno rivestito il ruolo di co-lead manager dell’operazione.

Hanno partecipato all’operazione circa 360 investitori su ciascun collocamento. La domanda complessiva ha superato i 110 miliardi di euro, quasi equamente ripartiti tra i due titoli. Per entrambi i titoli, poco più della metà del collocamento è stato sottoscritto da fund manager (rispettivamente circa il 51% ed il 53% su 5 anni e 30 anni), mentre le banche ne hanno sottoscritto circa il 30% (33% circa sul titolo quinquennale e 29% circa sul titolo trentennale). Gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno acquistato circa il 10% dell’emissione (in particolare sul titolo a 5 anni la quota è stata del 9% circa, dei quali poco oltre il 6% è stato allocato a banche centrali e istituzioni governative, mentre sul titolo trentennale la quota delle banche centrali si è attestata intorno al 7,5% e con la presenza di circa il 3,5% da parte di Fondi Pensione e Assicurativi). Agli hedge fund è stato allocato circa il 7% dell’ammontare complessivo.

I due collocamenti hanno visto una partecipazione straordinariamente diversificata (circa 40 paesi), con una partecipazione massiccia di investitori esteri. Su entrambi i titoli la quota allocata ad investitori esteri è stata pari a circa il 76% (sul titolo a 5 anni) e l’81% (sul titolo a 30 anni). Tra questi, è stata di particolare rilievo la quota sottoscritta da investitori del Regno Unito (circa il 33% sul titolo a 5 anni e il 42% su quello a 30 anni).

Il resto del collocamento è stato allocato in larga parte in Europa (circa il 36,3% sul titolo a 5 anni e il 33% su quello a 30 anni), con le quote più rilevanti assegnate a investitori tedeschi (rispettivamente circa il 9% e il 12%), spagnoli (rispettivamente l’11% e il 6%), francesi (rispettivamente il 5% e il 6%). La quota allocata ad investitori nordamericani è stata limitata intorno al 2,5% e all’1,5% rispettivamente sui titoli a 5 e 30 anni. La partecipazione di investitori asiatici è stata al di sotto dell’1% per il titolo a 5 anni mentre si è attesta intorno all’1,5% sul titolo trentennale. Il resto dell’emissione è stato sottoscritto da investitori mediorientali (rispettivamente l’1% e il 3%).

 

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