sabato, Febbraio 1, 2020

In Cina oltre 11.000 i contagi, 259 i morti. Vietnam blocca i voli, Australia limita arrivi

ALLARME PER IL CORONAVIRUS

Condizioni della coppia ricoverata a Roma restano discrete

Cdm dichiara stato d’emergenza e nomina Borrelli commissario. Vietnam sospende i voli, Australia limita gli arrivi

E’ di 259 morti e oltre 11mila contagiati l’ultimo bilancio ufficiale che giunge da Pechino sull’epidemia di coronavirus.

Il precedente bilancio ufficiale, risalente a circa 24 ore fa, contava 213 morti e duemila contagiati. 45 nuovi decessi, il che portava il totale a 258. 

Tutti i decessi delle ultime 24 ore tranne unoha precisato la Commissione sanitaria nazionale cinese sono avvenuti nella provincia di Hubei, epicentro del focolaio ormai diffuso in tutto il mondo. I contagi diagnosticati nelle 24 ore sono stati 2.102, e hanno portato il totale nazionale a 11.791. E questo nonostante le restrizioni senza precedenti imposte la scorsa settimana a milioni di persone in Hubei e le misure preventive severissime adottate in altre parti del Paese.

Con i suoi 46 nuovi decessi e i suoi 2.102 nuovi casi confermati, venerdì è stata la giornata con il bollettino più grave dell’epidemia di coronavirus di Wuhan.

Huanggang, città dell’Hubei poco distante da Wuhanpotrebbe avere un significativo aumento di casi di coronavirus tra domani e dopodomani come conseguenza del rientro di600-700mila persone da Wuhan prima dell’avvio dell’ isolamento. Lo ha detto in conferenza stampa il sindaco Qiu Lixin nel resoconto del Global Times, assicurando che non ci sono problemi sulle forniture dei beni di prima necessità come carne, uova e latte. Ogni famiglia avrà un suo componente autorizzato a uscire una volta ogni due giorni per fare la spesa.

Intanto restano discrete le condizioni di salute della coppia di cinesi positiva al coronavirus e attualmente ricoverata all’ospedale Spallanzani di Roma. Lo comunica il nuovo bollettino medico, sottolineando che la donna, 65 anni, ha accusato “nausea e vomito”, mentre l’uomo, 66 anni, presenta “un quadro di polmonite interstizio alveolare bilaterale” e “febbre associata a tosse e astenia”. Confermata anche la negatività al test da parte dell’operaio romeno che lavora nell’hotel di Roma dove alloggiavano i due cinesi.

Al momento all’Ospedale Spallanzani di Roma sono ricoverati “13 pazienti provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia e tutti loro sono stati sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus, tutt’ora in corso”. “Altri 13 pazienti sono stati isolati e dimessi dopo il risultato negativo dei test per la ricerca del nuovo coronavirus”. Lo si legge nel nuovo bollettino medico emesso questa mattina dall’ospedale.

Restano, invece, sotto osservazione le 20 persone “che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all’infezione da nuovo coronavirus”. “Sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni”, conclude il bollettino.

Il Vietnam ha sospeso tutti i voli da e per la Cina come parte delle misure adottate contro il dilagare dell’epidemia di coronavirus. La direttiva si applica a tutte le compagnie aeree “che hanno rotte tra il Vietnam e la Cina”, ha comunicato l’Autorità per l’aviazione civile in una nota.

La Gran Bretagna ha deciso di richiamare parte del personale in forza alla sua ambasciata e ai suoi consolati in Cinasi legge in una nota del governo di Londra. Lunedì, in una riunione informale tra i Paesi Ue presso la rappresentanza dell’Unione europea di Pechino, era stato confermata la linea della libera scelta sulle linee da adottare in capo ai singoli Stati, a cominciare dalla partenza dei familiari del personale delle ambasciate.

Coronavirus, il Cdm decreta stato di emergenza in Italia

Nel primo giorno dopo il blocco dei voli diretti tra l’Italia e la Cina, all’aeroporto di Fiumicino non si registrano, al momento, criticità per i passeggeri cinesi, che però si stanno organizzando per tornare comunque a casa. Al Terminal 3, gruppi di viaggiatori cinesi, diversi con la mascherina indossata, effettuano check-in per poter partire, da qui a stasera, attraverso scali intermedi e destinazioni di transito, come Dubai, Londra, Ryadh, Cairo, Tokyo, Istanbul, per poi proseguire alla volta di Pechino, Shangai, Hong Kong, Guangzhou.

Emergenza per 6 mesi e un super commissario

Coronavirus, il Cdm decreta stato di emergenza in Italia  Stanziati 5 milioni.

Allo Spallanzani ricoverate 12 persone

Per la prima volta l’Italia dichiara lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso al coronavirus. Lo ha decretato per sei mesi il Consiglio dei ministri stanziando 5 milioni di euro. Arriva poi un Commissario straordinario, Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile.

“La situazione e’ sotto controllo ha dichiarato Conte nel corso della riunione del Comitato operativo della Protezione Civile le nostre misure sono le più elevate d’Europa e gli italiani potranno condurre una vita assolutamente normale”

Nel 2003, in seguito all’epidemia di Sars, il governo Berlusconi non dichiarò lo stato di emergenza ma scelse di nominare l’allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso Commissario straordinario per l’emergenza.

All’epoca si decise per una deroga del Trattato di Schengen sulla libera circolazioni dei cittadini per attivare controlli sui passeggeri provenienti da aree a rischio. In queste ore, dopo l’annuncio del premier sui due turisti cinesi risultati positivi al virus 1919-nCoV a Roma, la politica sta tentando di arginare l’ansia dei cittadini spiegando che bisogna attrezzarsi per ogni eventualità ma che ogni allarmismo è infondato.

“La situazione è di assoluta tranquillità. Cerchiamo di non esasperare situazioni che esasperate non sono” ha detto dal canto suo il prefetto di Roma Gerarda Pantalone, mentre con un tweet del sindaco di Roma Virginia Raggi stigmatizza il cartello comparso nella Capitale in un bar a Fontana di Trevi che vieta l’ingresso a chi arriva dalla Cina: “Stop psicosi e allarmismi. Ascoltiamo solo indicazioni e pareri delle autorità sanitarie”.

“Alla luce della dichiarazione di emergenza internazionale dell’Oms abbiamo attivato gli strumenti normativi precauzionali previsti nel nostro Paese in questi casi, come già avvenuto nel 2003 in occasione dell’infezione Sars. Le misure sono di carattere precauzionale e collocano l’Italia al più alto livello di cautela sul piano internazionale”, ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza. Ma tenere a bada il nervosismo in una città come Roma, dove folti gruppi di turisti asiatici muniti di mascherina sono intorno a ogni monumento, non è cosa facile.

Così come non tranquillizzano le notizie di infezione provenienti dal resto d’Europa. Dall’Ospedale Spallanzani intanto è arrivato il primo bollettino medico sui due turisti cinesi provenienti dalla provincia di Wuhan, epicentro dell’infezione . Le condizioni sono “discrete, il marito ha un interessamento polmonare più pronunciato”. Marito e moglie nel loro tour sono passati anche per Firenze dove hanno soggiornato due giorni ma non sembrerebbe abbiano toccato la città di Milano.

In tutto nel centro di riferimento per le malattie infettive “sono ricoverati 12 pazienti provenienti da diverse zone della Cina. Presentano sintomi modesti e sono sottoposti a test: in 9 sono stati isolati e già dimessi dopo il risultato negativo. Altri 20 asintomatici che hanno avuto contatti primari con la coppia sono in osservazione”.

Non solo: il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito ha anche indicato che “sono stati individuati tre possibili contatti” con la coppia cinese e che sono stati “posti in sorveglianza domiciliare”. “Siamo quasi del tutto tranquilli che non ci siano stati altri contagi”, ha tranquillizzato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani che ha aggiunto: “Il Centro europeo ha pubblicato nuove stime confermando che la trasmissione è possibile solo quando si hanno sintomi”.

L’INFOGRAFICA

Coronavirus

‘Il contagio possibile solo da chi ha i sintomi

LA CONFERENZA STAMPA ALL’OSPEDALE SPALLANZANI – VIDEO

Hotel requisiti e ponte ‘

Le misure, controllo aeroporti e sistemi protezione per sanitari

L’emergenza Coronavirus finisce nelle mani del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli.

Sarà lui, in qualità di Commissario straordinario a definire gli interventi, coordinare le varie amministrazioni coinvolte e gestire i 5 milioni di euro stanziati dal Consiglio dei ministri.

In analogia a quanto accadde nel 2003 con la Sars, quando fu Guido Bertolaso ad essere nominato commissario. L’annuncio è stato dato dal premier Giuseppe Conte al termine della riunione del Comitato operativo della Protezione civile, cui ha partecipato anche il ministro della Salute, Roberto Speranza. E Borrelli ha già cominciato ad abbozzare un piano d’intervento che prevede anche, tra le altre cose, la possibilità di requisire hotel o strutture ricettive per sistemare le centinaia di turisti cinesi presenti nel nostro paese e che devono essere rimpatriati visto il blocco dei voli. Sono tanti i pezzi di Stato in campo nella partita per contrastare la diffusione del virus: ministeri, enti, Regioni, Asl.

Il Commissario dovrà tirare le fila, raccordare i soggetti coinvolti ed attuare le necessarie sinergie perchè tutto funzioni al meglio. “Il nostro paese ha messo in piedi un sistema di prevenzione che ci consente di gestire in modo assolutamente adeguato questa situazione, nessuna paura e nessun allarmismo” dice lui confermando che il compito della protezione civile “sarà quello di coordinare una macchina complessa per fare ogni attività necessaria di prevenzione ed evitare così la diffusione del virus”. Borrelli potrà inoltre agire in deroga alle norme per realizzare celermente le misure che saranno decise.

Nelle prossime ore sarà firmata un’ordinanza contenente la sua nomina, l’indicazione della struttura commissariale che lo supporterà, lo stanziamento dei 5 milioni per la prima fase dell’emergenza e la definizione dei tempi di presentazione del Piano d’intervento che prevederà le misure specifiche da adottare. Un piano che interesserà diversi ambiti. Uno dei problemi emergenti, ad esempio, è il rimpatrio delle migliaia di cinesi che si trovano in Italia e non possono tornare a casa per lo stop dei voli.

L’ordinanza nominerà soggetto attuatore Enac e Farnesina, in modo che si potrà lavorare ad un programma di partenze per la Cina, quando sarà il momento. Ed intanto gestire l’ospitalità dei cittadini cinesi: soltanto negli aeroporti romani ce ne sarebbero 500 bloccati.

Per questo si sta ragionando sull’ipotesi di requisire gli alberghi. Dovranno poi essere decise le modalità con cui fare i controlli in porti, stazioni ed aeroporti e le aree nei terminal da dedicare agli screening sanitari; l’eventuale blocco di voli da altri Paesi, le regole da seguire quando arrivano passeggeri dalla Cina e anche per chi fa scali intermedi.

Il piano dovrebbe prevedere anche l’adozione di sistemi di protezione individuale per tutti gli operatori di sanità che hanno a che fare con l’emergenza e una più completa informazione da parte delle autorità sanitarie a tutti quelle istituzioni e aziende che erogano servizi e che sono a diretto contatto con il pubblico: dalle ferrovie alle poste e ai trasporti pubblici locali, dai vigili del fuoco alle forze di polizia.

Per quanto riguarda Regioni e Asl, saranno chiamate ad individuare gli ospedali che diventeranno il presidio per le situazioni di emergenza, mentre lo Spallanzani resta il centro di riferimento. Come avvenuto nel 2003 per la Sars, i fondi stanziati serviranno anche ad attivare nuovi medici e personale infermieristico, nonchè ad adeguare e potenziare le strutture dedicate alle malattie infettive.

 

 

 

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