venerdì, Novembre 29, 2019

L’Ocse ritocca in positivo le stime del Pil italiano: «Si torna a vedere la luce»

In Italia «si comincia a vedere una luce ed è bene così»: all’indomani del via libera di Bruxelles alla manovra italiana anche l’ Ocse vuole vedere il bicchiere mezzo pieno ma restano i timori per la crescita del debito e non manca il monito a rivedere Quota 100.

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Il Messaggero.it-Novembre 2019

Nel giorno della presentazione dell’Economic Outlook, la capoeconomista dell’ Ocse, Laurence Boone si è voluta mostrare anzitutto rassicurante.

Il debito italiano? «Ciò che mi preoccupa – ha risposto è riuscire a far ripartire la crescita in Italia e ciò che mi conforta è che oggi ci sono le condizioni necessarie, c’è un vero dialogo con l’Europa per equilibrare le riforme, il sostegno all’attività, il piano Industria 4.0.Si comincia a vedere una luce ed è bene così».

Nella scheda consacrata all’Italia delle Prospettive economiche d’autunno, il messaggio rivolto al governo giallo-rosso è comunque esplicito. Invitando il nostro Paese a mettere il «debito pubblico su una traiettoria discendente sostenibile, che sostenga al tempo stesso la crescita», l’ Ocse invoca «l’attuazione di un programma di bilancio credibile sul medio termine e di riforme strutturali ambiziose».

Tra queste, c’è la richiesta di «passare in rassegna le spese, per razionalizzarle, rivedendo le modifiche sulle regole di prepensionamento adottate nel 2019». Un chiaro riferimento a Quota 100. Anche perché, sostiene l’organismo, «preservare il legame tra età pensionabile e aspettativa di vita» significa «liberare risorse» a vantaggio di «programmi e investimenti pubblici più efficaci» e una maggiore «equità intergenerazionale».

L’ Ocse insiste, tra l’altro, sulla «riduzione delle spese fiscali, in particolare, degli incentivi dannosi per l’ambiente, nonché la lotta alla frode fiscale». Secondo l’Economic Outlook, gli incentivi fiscali introdotti dall’Italia e il rallentamento dell’economia continueranno a gonfiare il debito al 136% del Pil nel 2019 e al 136,1% nel 2020, prima di una sospirata contrazione, al 135,6%, nel 2021.

Una situazione dovuta anche al peggioramento dell’avanzo primario, che per l’ Ocse continuerà a calare, dall’1,3% del Pil nel 2018 e nel 2019 all’1% nel 2020, per poi stabilizzarsi nel 2021. Quanto al Pil, questa volta le stime vengono riviste al rialzo. L’economia italiana dovrebbe riprendere «molto gradualmente», chiudendo il 2019 allo 0,2% mentre per il 2020 si prevede un +0,4% e +0,5% nel 2021.

Laurence Boone insiste sulla necessità di portare avanti le riforme per «combattere l’incertezza» e migliorare il «clima» economico. Secondo l’Economic Outlook, la crescita del Pil mondiale dovrebbe stabilirsi quest’anno al 2,9%, equivalente al livello più basso dai temi della crisi finanziaria, e restare al 2,9%-3% nel prossimo biennio.

«L’Italiaavverte la capoeconomistanon è un’isola, ma è strettamente legata al resto del mondo, questo significa che anch’essa subisce l’impatto» dell’attuale congiuntura globale segnata da una fiacca domanda esterna, dal calo di scambi ed investimenti nonché le incertezze dovute ai conflitti commerciali.

D’altra parte, si legge nell’Outlook, i consumi interni del nostro Paese «dovrebbero crescere in modo moderato, spinti dalla stabilizzazione della fiducia dei consumatori e dai tagli al cuneo fiscale per molti lavori dipendenti». Quanto alla disoccupazione italiana viene stimata in calo, al 10%, per il biennio 2019-2020 dopo il 10,6% del 2018.

Oggi, la vicepresidente della Bundesbank, Claudia Buch, ha suonato l’allarme su un «inaspettato sprofondamento della congiuntura e un brusco aumento dei premi di rischio», che potrebbero «sensibilmente impattare il sistema finanziario tedesco». A pesare, secondo l’analisi, sono in particolar modo la persistenza della politica dei bassi tassi, la Brexit e i conflitti commerciali.

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